mercoledì 17 luglio 2013

Consiglio Comunale del 16-07-2013




Volla, approvato il Fondo Unico d’Ambito e riconosciuto il debito fuori bilancio


Ancora in cantiere il parcheggio nominale per invalidi e il nuovo centro di smaltimento rifiuti




Nel consiglio comunale svoltosi il 16-07-2013 sono state trattate diverse tematiche importanti per la cittadinanza vollese (escludendo una volta tanto decisioni relative al PUC),  prime fra tutte la discussione di un progetto di un parcheggio nominale per invalidi,  che è, in fin dei conti, una delle facce del problema riguardanti le zone di sosta, molto sentito in loco.

Procedendo con ordine, poco dopo l’inizio della seduta consiliare (ma comunque in ritardo rispetto alla lista dei punti all’ordine del giorno)  è stata presentata un’interrogazione da parte del consigliere Petrone riguardo alcuni dossi ritenuti non regolamentari in Via Filichito,  al quale è stato risposto che è in atto una verifica a riguardo. Proprio in seguito si è discusso del “portare a termine la segnaletica per i diversamente abili” ma, nonostante la volontà di “non perdere tempo”, come ha incalzato durante la seduta il sindaco Angelo Guadagno, è  emersa una falla nel progetto che, in seguito ad una sospensione durata quasi mezzora,  ha portato al rinvio dell’argomento al prossimo consiglio comunale.

I temi successivi hanno invece riguardato l’idea di un nuovo sito di smaltimento rifiuti urbani, che dovrebbe sorgere in un’area sotto la giurisdizione della provincia, occupato però abusivamente e pertanto di difficile gestione, e l’approvazione del regolamento del Fondo Unico di Ambito, ovvero una cooperazione in atto tra il comune nostrano e quelli di Cercola, Somma Vesuviana e Pollena Trocchia allo scopo di una efficiente cogestione del territorio.

Gli ultimi punti all’ordine del giorno hanno invece riguardato una (purtroppo) lunga lista di “riconoscimenti” di debiti fuori bilancio, corrispondente a diversi creditori, per la precisione sei, che aspettano di essere ripagati per i prestiti effettuati.

La sessione comunale comunale si è svolta in un clima di serenità e cooperazione, interrotto solo una volta da un richiamo da parte del sindaco, visibilmente contrariato, nei confronti di uno dei consiglieri della maggioranza che si era allontanato durante una votazione. In particolare sono state spese parole di elogio da parte del presidente del consiglio comunale Guido Navarra nel constatare il senso di collaborazione tra esponenti di diverso colore politico, in particolare tra l’attuale sindaco e quello precedente, il dott. Salvatore Ricci.

Infine, va segnalata la presenza di due attivsti del Movimento 5 Stelle di Volla che, come di consueto dopo aver ottenuto l’autorizzazione, hanno ripreso lo svolgersi della riunione consiliare.



                                                                                                                    Leandro Mazzarella

mercoledì 21 novembre 2012





 Democrazia (diretta) a Volla...aiutaci a realizzarla!
Dopo diverse richieste alla nuova amministrazione per le riprese audio-video dei Consigli Comunali e Commissioni Consiliari, che ha visto l'istituzione di una apposita commissione per la regolamentazione, il Movimento Cinque Stelle di Volla continua con le sue proposte di:
                                               Democrazia Diretta e Partecipata.   
La legge 267/2000 obbliga i comuni a prevedere nei propri statuti strumenti di partecipazione popolari quali:
 
-Referendum consultivo-abrogativo-propositivo.
-Istanze popolari con obbligo di discussione.
-Proposte popolari di delibera comunale.
 
Domenica 18 Novembre 2012, il Movimento Cinque Stelle di Volla è sceso in strada con il suo gazebo, come di consueto, questa volta situato in via Rossi angolo via D. Alighieri, per una raccolta firme per richiedere alla amministrazione comunale di colmare il vuoto nel regolamento comunale inerente i Referendum Comunali, contemporaneamente ad iniziative analoghe prese in altre parti d’Italia. La mattina del 18 Novembre è stato riscontrato, con grande stupore, che alcuni partiti cominciano a percepire che più dei programmi e degli annunci contano i fatti, cosa che molti cittadini purtroppo stendano ancora a comprendere; va notato che quasi tutti gli esponenti politici e delle associazioni si sono avvicinati autonomamente al gazebo schierandosi favorevolmente in una iniziativa di legalità e libertà oltre che di civiltà, al punto da partecipare alla raccolta firme. Nell'aria si inizia a respirare voglia di cambiamento, qualcosa lascia pensare che sicuramente siamo sulla strada giusta considerando il risultato positivo della raccolta firme. Se otteniamo questo risultato i cittadini avranno i mezzi per decidere direttamente nelle scelte politiche della città senza dover più supplicare nessuno per farsi ascoltare. Prima di emanare provvedimenti come la privatizzazione dell’acqua o le "strisce blu" dovranno pensarci due volte, capendo dapprima le reali esigenze dei cittadini. Le idee da parte di chi ama questa cittadina non mancano ed è giunto il momento di partecipare, confrontarsi e condividere per il bene di tutta la collettività. Il Movimento Cinque Stelle di Volla invita tutti i cittadini a partecipare attivamente, farsi portavoce di se stessi, in quanto tutti sono responsabili del loro futuro e quello dei propri figli.
Vi aspettiamo Domenica 25 Novembre dalle 10.00 alle 14.00 in Via Rossi, angolo Via D. Alighieri per proseguire questa splendida iniziativa, vi aspettiamo. 

Movimento Cinque Stelle Volla.                                                                                                                            

giovedì 25 ottobre 2012

Le attività extra scolastiche svolte nelle ore curricolari, possibile? a Volla SI!!!

Le attività extra scolastiche svolte nelle ore curricolari, possibile? A Volla si! Il Movimento Cinque Stelle Volla, a seguito degli incontri svolti regolarmente la Domenica con apposito gazebo e dopo aver ascoltato alcune lamentele da parte di un gruppo di genitori, in data 15 Ottobre 2012 è venuto a conoscenza di una attività alquanto anomala, svolta nell’Istituto Comprensivo Statale “Matilde Serao” scuola elementare di Via Caduti di Nassiria di Volla. In pratica l’anomalia riscontrata sarebbe la consegna agli alunni dell’istituto di moduli di autorizzazione per le attività extra scolastiche che verrebbero svolte nelle ore curricolari, il progetto sportivo è intitolato “Momenti di Sport” , il progetto prevede che ogni alunno a partire dal mese di Novembre 2012 e fino al mese di Maggio 2013, avrà diritto ad un ora di attività settimanale al costo di 5 € al mese per ogni bambino per un totale di 35.00€, per coloro che verseranno l’intero importo in una unica soluzione a Novembre avrà diritto ad uno sconto pari a 5€, pagherebbe la somma complessiva di 30.00€ anziché 35.00€. Per quanto sia lodevole l’attività che l’Associazione Sportiva metterebbe in campo, ma resterebbero alcune domande da porre all’attenzione del Preside dell’istituto, la prima domanda è: nelle ore scolastiche come possono svolgersi attività extra scolastiche? I bambini che non avranno l’opportunità di poter partecipare per motivi economici o per motivi personali come si sentiranno? L’istituto comprensivo non è già garante dell’attività motoria agli alunni? ci auguriamo insieme ai cittadini, che gli organi competenti prendano provvedimenti in merito per evitare di iniziare una raccolta firme che vadano a chiarire questa situazione. Movimento Cinque Stelle Volla.

domenica 7 ottobre 2012

FINANZA ISLAMICA


La finanza islamica è basata su alcune interpretazioni del Corano. I suoi due pilastri centrali consistono nel fatto che non si possono ottenere interessi sui prestiti (divieto del ribā) e che bisogna effettuare investimenti socialmente responsabili, o meglio, il denaro non può produrre altro denaro, in sostanza non si possono fare soldi dal nulla, niente guadagni sui derivati quindi, ma investimenti sull’economia reale. La differenza fondamentale dalla finanza tradizionale è il divieto di guadagnare sugli interessi ( ribā ), dato che l'obbligo di investire in modo socialmente responsabile non è diverso da quelli presenti in varie altre religioni. L'interesse non è legittimato come titolo di risarcimento per chi immobilizza del denaro per un certo periodo per tenerlo a disposizione del debitore. L'interesse risk-free è considerato usura, indipendentemente dall'entità dell'interesse applicato. Per il principio del gharār, è immorale qualunque interesse legato a una presenza di rischio e incertezza, quindi ricorrere o prestare denaro a persone fisiche e giuridiche che praticano la leva finanziaria, il carry trade, e altre forme di speculazione e l'arbitraggio. Ad esempio, i fondi di investimento islamici escludono per statuto le società che hanno un rapporto superiore del 30% fra debiti e capitale sociale, fra le quali potrebbero esservi società che ricorrono alla leva finanziaria per fare profitti. L'interesse è riconosciuto come premio di rischio legato a una qualche forma di investimento. Questi principi penalizzano alcuni ambiti dell'attività bancaria, che non generano profitti e quindi nessuna remunerazione del capitale prestato. Il credito al consumo, i mutui ipotecari e immobiliari per l'acquisto della prima casa sono impieghi "legittimi" del denaro per il diritto islamico, ma non consentono al creditore il guadagno nella forma di una partecipazione ai profitti. Il risultato è quello di orientare i prestiti agli investimenti produttivi, gli unici che permettono una remunerazione, compatibile con il diritto islamico. Per il credito immobiliare e al consumo non è riconosciuto il costo-opportunità del denaro, pari a un interesse risk-free, ovvero quanto avrebbe potuto guadagnare il creditore se avesse investito altrimenti, tenendo conto che la garanzia del bene elimina il rischio del prestito. Il Corano, il libro sacro dell'Islam, vieta l'usura, il ribā, cioè gli interessi [1].Molte delle peculiarità della finanza islamica, specialmente dell'attività bancaria islamica, vertono intorno a questo principio. Ad esempio le banche islamiche devono possedere quote di proprietà delle case piuttosto che stipulare una comune ipoteca. Altri esempi includono essenzialmente piani di spartizione di guadagni (profit and loss sharing - PLS), affitti e piani di riacquisto. Questi sistemi permettono alle istituzioni finanziarie di fare affari senza contravvenire al principio che vieta gli interessi. La seconda differenza tra la finanza islamica e quella tradizionale è l'enfasi sugli investimenti socialmente responsabili. Mentre secondo la tradizione occidentale è semplicemente possibile investire in modo responsabile per l'Islam ciò è strettamente obbligatorio.[senza fonte] Questo include l'obbligo di assicurarsi che i propri soldi non siano utilizzati per scopi non etici, come ad esempio droghe, armi, alcol, pornografia e terrorismo. Attualmente, anche nel mondo occidentale, molte istituzioni finanziarie offrono prodotti e servizi finanziari in accordo con le regole della finanza islamica. Fra i principali gruppi di diritto islamico: Dallah Albaraka Group (Arabia Saudita), Dar al Maal al Islami Trust (Arabia Saudita), Alrahj Group (Arabia Saudita) The Islamic Investor (Kuwait). L'UaB, Unione della banche Arabe, è la maggiore organizzazione degli istituti di credito di diritto islamico. Sergio V.

giovedì 6 gennaio 2011

Spazio Libero: LA STORIA DI RENE' CAISSE#links#links#links#links#links#links#links#links#links

Spazio Libero: LA STORIA DI RENE' CAISSE#links#links#links#links#links#links#links#links#links

LA STORIA DI RENE' CAISSE


La storia incredibile ma vera che state per leggere, comincia in Canada nella regione dell'Ontario nel 1922.
Rene Caisse era capo infermiera in un ospedale e fra i malati della sua corsia noto una signora con un seno stranamente deformato. Incuriosita, le domandò cosa fosse accaduto. La signora raccontò che vent'anni prima un uomo di medicina degli indiani Objiwa, saputola malata di cancro al seno, le aveva fatto bere per un lungo periodo un the di erbe che l'aveva guarita. L'indiano aveva definito questa miscela di erbe e radici:

" Una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia col grande spirito '

Rene fece tesoro dell'informazione e prese nota della ricetta. due anni dopo ebbe modo di sperimentarla su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco e al fegato. La zia guarì.
Rene capì di essere di fronte ad una scoperta fantastica e in collaborazione col dott. Fisher, il medico della zia che aveva assistito al processo di guarigione, cominciò ad usare la bevanda su altri malati terminali di cancro. I successi si ripetevano.
In quei tempi si pensava di aumentare l'efficacia di un rimedio se lo si fosse inoculato per via intramuscolare e così Rene cominciò ad iniettare la tisana, ma gli effetti collaterali erano troppo spiacevoli. Negli anni a venire, dopo studi di laboratorio condotti su topi, fu individuata l'erba iniettabile e le altre venivano fatte bere in infuso.
I risultati positivi continuarono. Bisogna sottolineare il fatto che Rene mai richiese un compenso dai suoi pazienti, accettando solo le loro offerte spontanee.
La voce si sparse ed altri otto dottori dell'Ontario cominciarono ad inviarle pazienti giudicati senza speranza. Dopo i primi risultati i medici scrissero una petizione al Ministero della sanità Canadese chiedendo che si prendesse in seria considerazione la cura. L'unico risultato che ottennero fu l'invio di due commissari col potere di arresto immediato nei confronti di Rene. I due pero rimasero colpiti dal fatto che nove dei migliori medici di Toronto collaborassero con la donna e invitarono Rene a sperimentare su topi la sua medicina. Ella tenne in vita per 52 giorni topi inoculati con il sarcoma di Rous.
Tutto tornò come prima, Rene continuò a somministrare la bevanda in un appartamento di Toronto .In seguito dovette spostarsi a Peterborough in Ontario, dove la raggiunse un ordine di arresto recato da un poliziotto. Ancora una volta ebbe fortuna perchè il poliziotto, dopo aver letto le lettere che i suoi pazienti le avevano scritto in segno di riconoscenza, decise che era il caso di parlare della cosa al suo capo. Dopo questo episodio Rene ebbe il permesso del ministero di continuare a lavorare solo su quei pazienti che recassero una diagnosi scritta di cancro redatta da un medico.
Nel 1932 uscì, su un giornale di Toronto, un articolo intitolato:
"Infermiera di Bracebridge fa una importante scoperta per il cancro"
A questo articolo seguirono innumerevoli richieste di aiuto da parte di malati di cancro e la prima offerta commerciale .
L'offerta era davvero vantaggiosa ma le si richiedeva di svelare la formula in cambio di una somma considerevole e un vitalizio. Rene rifiutò categoricamente, giustificò la sua decisione col fatto che non voleva che si speculasse sul suo rimedio.
Nel 1933 il comune di Bracebridge le mise a disposizione un Hotel, sequestrato per ragioni di tasse, perchè potesse farne una clinica per i suoi malati.
Da allora e per i successivi otto anni, un cartello sulla porta avrebbe indicato "CLINICA PER LA CURA DEL CANCRO".
Dal giorno dell'apertura centinaia di persone erano convenute alla clinica e ,alla presenza di un medico, si facevano fare l'iniezione e bevevano la tisana.
La clinica diventò in breve una sorta di Lourdes Canadese.
Nello stesso anno si ammalò la madre di Rene ,cancro al fegato inoperabile. Rene le somministrò la sua cura ed ella guarì nonostante che i medici le avessero predetto una sopravvivenza di pochi giorni.
Fu in questi anni che il dottor Banting, uno dei partecipanti alla scoperta dell'insulina, affermò che il the aveva il potere di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni, curando così i malati di diabete. Il dott. Banting invitò ufficialmente la signora Cassie a fare esperimenti presso il suo istituto di ricerca, ma lei per paura di dover abbandonare i propri malati, rifiutò. Era il 1936.
Nel 1937 accadde un incidente. Una donna in fin di vita fu trasportata all'ospedale di Rene, sofferente per frequenti embolie, subito dopo l'iniezione, morì. Fu un'occasione d'oro per i detrattori di Rene, fu fatto un processo ed i risultati dell'autopsia dimostrarono che la donna era morta per un embolo.
La pubblicità che il caso scatenò portò ancora più malati in cerca di speranza all'ospedale di Bracebridge.
Lo stesso anno furono raccolte 17.000 firme che invitavano il governo a riconoscere il the come farmaco per il cancro.
Una ditta farmaceutica Americana offrì un milione di dollari (del 1937!) per la formula ennesimo rifiuto di Rene. Nel frattempo un medico americano, il dott. Wolfer, offrì a Rene di effettuare esperimenti con la bevanda su trenta pazienti del suo ospedale. Rene fece la spola fra il Canada e gli USA per molti mesi, i risultati che ella ottenne spinsero il dott. Wolfer ad offrirle uno spazio di ricerca permanente nei suoi laboratori. Ancora una volta Rene rinunciò ad una vantaggiosa offerta che l'avrebbe però costretta ad abbandonare i suoi malati in Canada.
Di quel periodo abbiamo la testimonianza del dott. Benjamin Leslie Guyatt responsabile del dipartimento di anatomia dell'Università di Toronto che aveva ripetutamente visitato la clinica: "Ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra ed al seno rispondevano al/e cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica ,al retto, al collo dell'utero allo stomaco. Posso testimoniare che la bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore e restituendo la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi."
La dottoressa Emma Carlson era arrivata dalla California per visitare la clinica, questa la sua testimonianza:
"Ero venuta ,abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24 ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400 pazienti."
Nel 1938 un'altra petizione a favore di Rene raccolse 55.000 firme. Un politico canadese fece la sua campagna elettorale promettendo che avrebbe permesso che la signora Caisse potesse esercitare la professione medica senza laurea e "Praticare la medicina e curare il cancro in tutte le sue forme e le relative indisposizioni e difficoltà che questa malattia comporta."
La risposta della classe medica fu immediata, il nuovo ministro della sanità, il dott. Kirby istituì la "Royal cancer Commission" il cui scopo era quello di appurare la efficacia di discusse terapie per il cancro. Una delle condizioni inderogabili perchè una medicina potesse essere legalizzata come cura per il cancro era che la sua formula venisse consegnata a priori nelle mani della commissione. La pena per la mancata consegna era una multa la prima
volta per pratica abusiva della professione medica e l’arresto in caso di recidiva.
Rene Cassie non aveva mai voluto svelare la formula e la commissione oltretutto non aveva obbligo di riservatezza riguardo alle formule presentate.
Le due proposte di legge, quella a favore di Rene e quella che istituiva la commissione per il cancro, furono discusse lo stesso giorno al parlamento Canadese.
La legge Kirby fu approvata e quella pro-Rene respinta per soli tre voti. La clinica di Rene era in pericolo, i medici cominciarono a rifiutarsi di consegnare ai propri pazienti i certificati attestanti il cancro.
Una valanga di lettere di protesta raggiunsero il ministero della sanità, gli ex malati curati da Rene e quelli che volevano farsi curare si ribellarono. Il ministro ritenne saggio che la clinica continuasse ad esistere fino al momento in cui la signora Caisse si sarebbe presentata di fronte alla commissione per il cancro.
Nel marzo 1939 iniziarono le udienze della commissione per il cancro istituita dalla legge Kirby. Rene fu costretta ad affittare la sala da ballo di un Hotel di Toronto per accogliere i 387 ex pazienti che avevano accettato di testimoniare in suo favore. Tutte queste persone si dichiaravano convinti che Rene li aveva guariti o che la bevanda aveva arrestato il cammino devastante del cancro. Tutti erano stati definiti "senza speranza" dai loro medici prima di sottoporsi alle cure dell'ospedale di Bracebridge. Solo 49 dei 387 ex malati furono ammessi a testimoniare. Medici illustri testimoniarono a favore di Rene.
Molti casi furono stralciati perchè le diagnosi furono giudicate sbagliate e vi furono anche dottori che firmarono dichiarazioni in cui riconoscevano l'errore. Alla fine il rapporto della commissione fu che:
A) Nei casi diagnosticati con biopsia si contava una guarigione e due miglioramenti
B) Nei casi diagnosticati con raggi x, una guarigione e due miglioramenti
C) Nei casi diagnosticati clinicamente due guarigioni e quattro miglioramenti
D) Su dieci diagnosi "incerte", tre erano sicuramente sbagliate e quattro non definitive.
E) Undici diagnosi erano definite "corrette", ma la guarigione veniva attribuita a precedente radioterapia.
Insomma la conclusione era che la bevanda non era una cura per il cancro e che se la signora Cassie non avesse svelato la formula, la legge Kirby sarebbe stata applicata e la clinica chiusa.
Rene ,sfidando la legge, tenne aperta la clinica ancora per tre anni in una situazione di semi-clandestinità.
Nel 1942, la clinica venne chiusa Rene era sull'orlo di una crisi di nervi.
Si trasferì a North Bay ,e là rimase fino al 1948 anno in cui suo marito morì.
Si presume che continuasse ad aiutare qualche malato che riusciva a raggiungerla, ma non nella misura che la clinica le aveva permesso.

IL GRANDE RITORNO

Nel 1959 la grande rivista americana "True" pubblicò un articolo su Rene Caisse e il suo rimedio per il cancro. L'articolo era frutto di mesi e mesi di indagini, interviste e raccolta di materiali.
L'articolo fu letto da un eminente medico americano il dott. Charles Brush, titolare del Brush Medical Center di Cambridge.
Il dott. Brush, dopo averla incontrata le propose di andare a lavorare presso il suo istituto. Quello che le chiedeva era di applicare la medicina su malati di cancro, testare la formula in laboratorio per eventuali modifiche e migliorie e, quando si fosse assolutamente sicuri dell'efficienza, fondare un associazione il cui scopo sarebbe stato quello di diffonderla nel mondo intero ad un prezzo accessibile.
Non le si chiedeva di svelare la formula ma di usarla su persone malate di cancro. Per Rene era il massimo dei suoi desideri, accettò.
Rene aveva settant'anni.
Prima di continuare il racconto cerchiamo di capire chi era il dott. Brush.
Il dott. Brush era ed è tuttora uno dei medici più rispettati degli Stati Uniti.
E' stato il medico personale del presidente J.F. Kennedy e suo amico fidato.
Il suo interesse per la medicina naturale ed i rimedi delle scuole di medicina asiatiche risale a molti anni prima il suo incontro con Rene.
Il Brush Medical Center è uno degli ospedali più grandi degli USA ed è stato il primo ad usare l'agopuntura come metodo di cura, il primo a dare importanza al fattore alimentare nella cura del paziente ed il primo istituto medico americano a istituire un programma di assistenza gratuita per malati indigenti.
Rene cominciò a lavorare nella clinica del dottor Brush nel Maggio del 1959.
Dopo tre mesi il dott. Brush ed il suo assistente dott. Mc Clure redassero il primo rapporto:

"Tutti i pazienti sottoposti alla cura accusano una riduzione dei dolori e della massa cancerosa con un evidente incremento del peso e delle condizioni cliniche generali. Non possiamo ancora dire che sia una cura per il cancro ma possiamo tranquillamente affermare che è salutare e assolutamente atossica"

Il dottor Brush, in collaborazione col suo amico Elmer Grove, un espertissimo erborista, arrivò a perfezionare la formula fino al punto che essa non dovette mai più essere iniettata. Aggiungendo altre erbe alla formula originale, erbe che definirono "potenziatori", la medicina poteva essere assunta per via orale solamente.
Finalmente si apriva la possibilità che ognuno potesse assumere la medicina comodamente a casa propria, evitando viaggi e fatiche spesso insopportabili per malati gravi.
Il dott. Mc Clure inviò dei questionari agli ex pazienti di Rene per verificare la durata di vita dopo la guarigione, le risposte che ricevette confermavano le parole di Rene: "La bevanda degli indiani CURA IL CANCRO"
Ecco un breve elenco:

Norma Thompson curata 20 anni prima nessuna ricaduta
Clara Thornbury curata 22 anni prima nessuna ricaduta
DH Laundry curato 12 anni prima nessuna ricaduta
Nellie Mc Vittie curata 23 anni prima nessuna ricaduta
Wilson Hammer curato 31 anni prima nessuna ricaduta
John McNee curato 30 anni prima nessuna ricaduta
Jack Finley curato 20 anni prima nessuna ricaduta
Lizzle Ward curata 14 anni prima nessuna ricaduta


Accadde però che nuove difficoltà impedissero a Rene di continuare a lavorare col dott. Brush .
I laboratori che fornivano le cavie per gli esperimenti interruppero la fornitura e il dott. Brush fu invitato dalla "American Medical Association" a non usare metodi che uscissero dai binari dell'ortodossia.
Rene tornò così a Bracebridge per evitare altre battaglie legali.
Il dott. Brush continuò i suoi esperimenti su uomini ed animali e nel 1984 dette la massima fiducia alla bevanda.
Ammalatosi di cancro all'intestino, si curò solo con essa e guarì.
Rene rimase a Bracebridge dal 1962 al 1978 continuando a rifornire il Dott. Brush con la medicina di erbe, lui la teneva informata dei progressi delle sue ricerche e dell'efficacia che riscontrava su altre malattie degenerative.

Rene, alla veneranda età di 89 anni tornò alla ribalta.
Nel 1977 il periodico" Homemakers" pubblicò la storia della bevanda e di Rene. L'articolo ebbe l'effetto di una bomba atomica sull'opinione pubblica canadese. Presto la sua casa fu assalita dalle persone che chiedevano la bevanda ed essa fu costretta a richiedere l'aiuto della polizia per poter uscire di casa.
Fra i molti che lessero l'articolo vi era anche David Fingard, un chimico in pensione titolare di una azienda farmaceutica la "Resperin".
Fingard si domandò come fosse possibile che la formula di una sostanza così efficace avesse potuto rimanere nelle mani di una vecchietta per tutti questi anni.
Decise che lui si sarebbe inpossessato della formula.
Non si scoraggiò ai primi rifiuti e finalmente trovò la chiave per aprire il forziere nel cuore di Rene. Promise che avrebbe aperto cinque cliniche in Canada, aperte a tutti, poveri compresi, e che per queste aveva già trovato i finanziamenti da una grande azienda mineraria canadese. Il 26 Ottobre 1977 Rene consegnò la formula della bevanda nelle mani del signor Fingard. Il dott. Brush era presente solo nella veste di testimone. Il contratto prevedeva ,in caso di commercializzazione, un ricavo del 2% a favore di Rene.
Nei giorni seguenti la Resperin chiese ed ottenne dal ministero per la salute ed il benessere, pressato dall'opinione pubblica, il permesso di testare la bevanda in un programma pilota su malati terminali di cancro.
Due ospedali e molte decine di medici avrebbero partecipato al programma di sperimentazione clinica, usando la bevanda fornita dalla Resperin che si impegnava a seguire tutte le norme sanitarie vigenti. L'opinione pubblica Canadese era entusiasta.
Rene percepiva pochi dollari con i quali doveva anche fornire le erbe alla Resperin.
Presto i due ospedali dissero che desideravano cambiare gli accordi e che avrebbero abbinato alla bevanda le terapie tradizionali (chemio e radio-terapia).
Fu deciso di continuare il programma solo con i medici di base.
Nel frattempo Rene Caisse moriva .
Ai suoi funerali erano presenti centinaia di persone provenienti da ogni dove.

Il governo Canadese interruppe gli esperimenti della Resperin giudicandoli inutili perchè mal eseguiti.
La Resperin infatti non era quella grande azienda che il suo titolare aveva fatto credere a Rene.
Il dott. Brush. insospettito dalla mancanza di informazioni, aveva svolto delle indagini sull'azienda. Quello che ne risultò era che la Resperin era formata da due settantenni di cui uno era Fingard e l'altro un ex ministro di un precedente governo, il dott. Mattew Dyamond.
Dyamond con l'aiuto della moglie preparava l'infuso nella cucina di casa. Le forniture ai medici di base erano spesso in ritardo o insufficienti o malfatte. Inoltre la totale mancanza di coordinazione del programma aveva, reso impossibile un accurato controllo sui medici coinvolti.
In una circolare interna, il ministero giudicava così gli esperimenti clinici con la bevanda: "Non sono valutabili i casi clinici raccolti"
Nei documenti ufficiali la bevanda, fu dichiarata però: "non efficace nella cura del cancro". Fu anche riconosciuta la sua assoluta atossicità. Sotto la pressione delle proteste da parte dei malati, fu immessa in un programma di distribuzione di medicine speciali, a malati terminali, per motivi compassionevoli. ( Nello stesso programma era anche 1'AZT farmaco per l’AIDS, che fu poi legalizzato nel 1989)
I malati avrebbero potuto d'ora innanzi ottenere la bevanda dietro presentazione di una serie di domande ufficiali di non facile compilazione .
La bevanda ,col nome ufficiale con cui era conosciuta in Canada non avrebbe mai potuto essere venduta come medicina.
Il dott. Brush era disgustato dalla vicenda, unico possessore della formula migliorata, decise che avrebbe aspettato migliore occasione per diffondere questa conoscenza.
Continuò nel suo ospedale ad usare la bevanda che nel 1984 lo guarì dal cancro all'intestino.

Elaine Alexander

Nel 1584 entra in scena, il personaggio che avrebbe dato una svolta alla nostra storia.
Elaine Alexander una giornalista radiofonica che aveva dato vita ad interessanti e seguitissimi programmi alla radio riguardanti le medicine naturali e approfondimenti sulla allora nuova malattia, l'AIDS.
Elaine telefono al dott. Brush, gli dimostrò che era informatissima sulla storia di Rene e della bevanda e gli chiese se fosse disposto a farsi intervistare nel corso di un programma che si sarebbe chiamato "STAYN’ ALIVE".
Il dott. Brush per la prima volta rilasciò una dichiarazione pubblica sulla medicina:

Elaine: «Dott. Brush e vero che lei ha studiato gli effetti della bevanda su malati di cancro ricoverati presso la sua clinica?»
Brush: «E' vero.»
E.: «I risultati che ha ottenuto si possono definire significativi o dei semplici" aneddoti", come afferma qualche suo collega?»
B.: «Molto significativi.»
E.: «Ha riscontrato nella cura degli effetti collaterali ?»
B.: «Nessuno.»
E.: «Dott. Brush la prego di arrivare al punto, lei afferma che la bevanda può aiutare le persone affette da cancro oppure che è una cura per il cancro?»
B.: «Posso affermare che è una cura per il cancro.»
E.: «Può ripeterlo per favore?»
B.: «Certo, con molto piacere, la bevanda è una cura per il cancro. Ho potuto constatare che può far regredire il cancro ad un punto tale che nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere.»

Le parole del dott. Brush scatenarono una ondata di telefonate, l'uscita della stazione radiofonica fu circondata dalle persone che non avevano potuto accedere alla linea telefonica.
Elaine cominciava a capire quanto frustrante fosse non poter aiutare chi chiede aiuto.
Nei due anni che seguirono Elaine mise in onda sette programmi di due ore ciascuno solo sulla bevanda. Il dott. Brush vi partecipò per quattro volte ancora, numerosi medici, paramedici ed ex malati furono intervistati. Tutti confermarono quanto detto dal dott. Brush.
'La bevanda è una cura, per il cancro"
Elaine era così pressata dalle richieste di aiuto che si adoperò perchè alcuni dei malati fossero inseriti nel programma caritatevole del Governo. Ma la strada era tanto difficile e complicata che solo pochi vi potevano accedere.
Elaine passò tre anni terribili pressata da migliaia di richieste di aiuto, non poteva distribuire la tisana.
Il programma del governo era così lento nel concedere i permessi che spesso le persone morivano prima di potervi accedere.
Finalmente le venne l'idea luminosa.
Pensò: "Perchè continuare a combattere con le istituzioni per far riconoscere la medicina come una "vera" cura per il cancro? Non era forse questa un semplice the di erbe? Una tisana innocua ed atossica?
Bene si sarebbe venduta come tale. Senza attribuirle nessun merito per la cura del cancro ne per altre malattie. Sarebbe stata venduta nelle erboristerie (che in America e Canada si chiamano "negozi della salute"). La voce si sarebbe presto diffusa tra i malati di cancro.
Illustrò il suo progetto al dott. Brush che ne rimase entusiasta. Egli capì che questa era la chiave per rendere la tisana accessibile a tutti.
Decisero insieme di cercare la ditta giusta che potesse garantire un prezzo onesto, una meticolosa, preparazione della formula, un controllo sulla qualità delle erbe utilizzate e la capacità di far fronte alle richieste enormi che sarebbero seguite di lì a qualche anno.
Ci misero sei anni, scartando e selezionando decine di aziende.
Finalmente nel 1992 la bevanda era in vendita prima in Canada, poi negli USA. Nel 1995 Ha fatto la sua prima comparsa in Europa.
Dal Luglio 1996 si trova anche in Italia.
Elaine Alexander è morta nel maggio 1996,

Questa avvincente storia continua.
Forse queste poche pagine potranno salvare la vostra vita o quella di qualcuno che vi sta molto a cuore, fotocopiatele e diffondetele, è l'unico mezzo pubblicitario che la bevanda dispone. Date il nome della bevanda ma scrivetelo su altra pagina.

Settembre 1996

MALATTIE E DISORDINI IN CUI LA TISANA HA DIMOSTRATO DI ESSERE EFFICACE

IPOGLICEMIA
SCLEROSI MULTIPLA
MORBO DI PARKINSON
ARTRITI
SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO
ULCERA
PROBLEMI ALLA TIROIDE
FIBROMATOSI
EMORROIDI
PROBLEMI URINARI E ALLA PROSTATA
PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE
DIABETE, (RISTABILISCE LE NORMALI FUNZIONI DEL PANCREAS)
TUMORI
INSONNIA
PSORIASI
IMPOTENZA SESSUALE
MORBO DI ALZHEIMER
ASMA E ALLERGIE

INOLTRE:
1. E un sedativo naturale quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona.
2. Attenua i dolori o addirittura li elimina anche nei casi più gravi.
3. Arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue.
4. Previene e corregge la costipazione.
5. Fa ritornare il senso del gusto.
6. Aiuta la digestione.
7. E' efficace per l'insonnia.
8. Rinforza il sistema immunitario.
9. E! un ottimo tonico profilattico.
10. Aiuta a guarire dalle ustioni intestinali provocate dalla radioterapia.
11. Lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio.
12. Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture.
13. Protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano.
14. Dà un senso diffuso di benessere al corpo.
15. Riduce il volume delle masse nodulari


Autore anonimo, tratto probabilmente dal libro "Essiac Project".


---------------------------L'EREDITA DEL FLOR ESSENCE--------------------------------


Il tuo spirito
il mio spirito,
possano unirsi per formare
uno spirito curativo,
ci hai dato la bellezza,
ora chiediamo a te di farci dono
del benessere.


(preghiera Ojibawa prima della raccolta di erbe del decotto FlorEssenee)





Novembre 1984:

Charles Brusch, uno dei più eminenti dottori degli Stati Uniti, fondatore nel 1950 del Brusch Medical Center, medico personale di John Kennedy, accreditato di onorificenze internazionali di massimo prestigio, viene intervistato alla radio da Elaine Alexander, già autrice di una serie di indagini giornalistiche di profondo impatto.
Elaine: Dottor Brusch, lei ha studiato gli effetti del decotto di erbe di Rene Caisse su pazienti affetti da cancro nella sua clinica?
Dott. Brusch: Si.
Elaine: I risultati sono stati significativi oppure episodici?
Dott. Brusch: Altamente significativi!
Elaine: Questo decotto di erbe ha degli effetti collaterali?
Dott. Brusch: Nessuno.
Elaine: Dottor Brusch, veniamo al nocciolo della questione. Sta affermando che si possono aiutare delle persone affette da cancro, oppure che si possono guarire?
Dott. Brusch: Sto affermando che si possono guarire! Elaine: Vorrebbe ripeterlo un'altra volta, dottor Brusch? Dott. Brusch: Si, con piacere. Questo decotto d'erbe è una cura anticancro. L'ho visto ridurre o sconfiggere forme di cancro ad uno stadio così avanzato che niente di tutto ciò di cui dispone la scienza medica avrebbe permesso di conseguire simili risultati. Non l'avrei creduto io stesso se non l'avessi constatato con i miei occhi. Sono fermamente convinto che non ci siano terapie anticancro più efficaci.



1902- 1992: dal decotto d'erbe di Rene Caisse al Flor Essence

Un vecchio uomo medicina indiano, della tribù Ojibawa, si offri di curare nel 1902 una donna inglese colpita da cancro al seno, immigrata in Ontario con il marito minatore. Il rimedio del vecchio indiano era "eredità dei grandi padri, una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia con il grande spirito". Venti anni dopo la stessa donna inglese ricordò a Rene Caisse, capo infermiera al Sister Providence Hospital di Haileybury, Ontario, la storia della sua guarigione e del rimedio dell'indiano. Rene Caisse s'interessò subito alla ricetta e la sperimentò sulla sua zia prediletta, Mireza, cui era stato diagnosticato un cancro in fase avanzata allo stomaco e al fegato. Dopo due mesi di cure giornaliere con il decotto la zia stava meglio, molto meglio. Visse per altri vent'anni.

La Caisse, insieme al medico di Mireza, dottor Fischer, rimase molto colpita. Entrambi decisero di sperimentare l'infuso d'erbe su altri pazienti ai quali era stato diagnosticato un cancro in fase terminale. Curati con l'infuso, questi ultimi mostrarono un netto miglioramento. La voce si sparse.

A seguito della guarigione di un importante paziente affetto da cancro dell'intestino in fase terminale, il Comune di Bracebridge nel 1934 le mise a disposizione gratuitamente dei locali per aprire una clinica (dove lei avrebbe per decenni curato gratuitamente pazienti di cancro).

Un tipico esempio delle guarigioni avvenute quando Rene Caisse curava i pazienti nella sua clinica è quello di Nellie McVittie, che nel 1935 dovette essere trasportata alla "Clinica Caisse". Diagnosi: cancro dell'utero e della cervice. Pesava solo trentanove chili e aveva una brutta emorragia. Nellie, che era ancora viva ed in buona salute nel 1977, raccontò in quell'anno al periodico canadese Homemaker's come la terapia con il decotto d'erbe della Caisse l'aveva salvata.

May Henderson fu inviata dal suo medico, il dottor J.A. McInnis, presso la clinica della Caisse, perché ormai in fin di vita: "Avevo la carnagione smorta, i capelli deboli e privi di vita e gli occhi, che di solito sono azzurri, erano diventati grigi e inespressivi. Mi venne un'emorragia così forte che pensai di morire, e non riuscivo assolutamente a stare in piedi". Così racconta la sua guarigione: 1n un primo tempo, le masse sembravano indurirsi, ma in seguito ci fu una svolta decisiva e scaricai grandi quantità di materiale carnoso".

Medici provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti (fra i quali molti scettici) si presentarono in clinica per osservare la terapia, parlare con i pazienti, esaminare i dati e verificare di persona cosa stava accadendo a Bracebridge. Il dottor Benjamin Leslie Guyatt, membro del consiglio d'amministrazione dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Toronto, fu un visitatore assiduo. Ecco cosa scrisse sulla clinica: in molti casi, con il procedere della cura i lineamenti contratti tornavano normali e il dolore si attenuava.

Il sollievo dal dolore è un aspetto rilevante, poiché in queste patologie il dolore è difficile da controllare. Esaminando alcuni casi, scoprii che l'emorragia veniva tenuta rapidamente sotto controllo in situazioni particolarmente difficili; lesioni aperte alle labbra e alle mammelle rispondevano bene alla cura, il cancro della cervice, del retto e della vescica scompariva e pazienti con cancro allo stomaco diagnosticato da rispettabili medici e chirurghi ritornavano alla normale attività. Sono stato testimone di una terapia che porta alla guarigione distruggendo i tessuti tumorali e ristabilendo le normali funzioni fisiologiche".

Tra i dottori che esaminarono con cura il lavoro della Caisse, ci fu il dottor Richard Leonard, medico legale di Rochester, New York. Era un oncologo che aveva scritto numerosi libri sul cancro e aveva viaggiato a lungo per osservare le procedure chirurgiche avanzate. Così lo ricorda la Caisse: "Era un tipo schietto, molto scettico e senza peli sulla lingua. Disse che non credeva che la mia fosse una sostanza anticancro, ma. dopo aver iniziato a parlare con i pazienti, disse che stavo facendo del bene e che infondevo loro speranza. Trascorse il tempo parlando con medici e pazienti".

Poco prima di andarsene, si sedette davanti alla Caisse e le disse:
- Perdio, lei ce l'ha fatta! Però la medicina ufficiale non le permetterà di giocarmi questo tiro. Io ho passato sette anni alla facoltà di medicina e ho scritto dei libri.

La dottoressa Emma Carson arrivò dalla California. Inizialmente aveva deciso di fermarsi alla clinica Caisse un giorno solo. Parti dopo ventiquattro giorni: "La grande maggioranza di coloro che si recavano da Rene erano pazienti sui quali chirurgia, radioterapia, ecc., si erano inutili e quindi si definivano incurabili. I progressi che si potevano registrare, i risultati effettivi ottenuti dal decotto d'erbe e la rapidità di guarigione erano assolutamente sorprendenti e probabilmente non Vera motivo per dubitare. li mio scetticismo però non scomparve, né tanto meno risultò smorzato dalle speranze e dalla fede così animatamente espresse dai pazienti e dai loro amici. Quando ebbi controllato, confrontato e riassunto dati, casi, cartelle cliniche, ecc. sentii che lo scetticismo mi aveva abbandonato. Esaminai i risultati ottenuti su quattrocento pazienti".
Nel 1925 il dottor LA. McInnis aveva curato con il decotto d'erbe della Caisse una donna diabetica per un cancro avanzato all'intestino. Sconfitto il cancro, anche il diabete era scomparso! Nel 1936 il dottor Banting, uno dei partecipanti alla scoperta dell'insulina, affermò che il decotto aveva il potere di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni. curando così i malati di diabete.

Il Ministero della Sanità canadese fu ostile alla Caisse e al suo decotto sin dall'inizio, quando mandò suoi emissari per arrestarla e quando nel 1939 ordinò che la clinica di Bracebridile fosse chiusa perché la Caisse si rifiutava di rivelare la formula del decotto d'erbe. La Caisse temeva speculazioni e la sua priorità fu sempre di poter curare anche i più poveri. Per questo rifiutò persino l'offerta di un milione di dollari (nel 1937!) da parte di una ditta farmaceutica americana. Però, nel 1939, sembrò che la storia del decotto dovesse estinguersi ancora una volta. La Caisse tenne la clinica aperta in una situazione di semi-clandestinità per 3 anni ma, sull'orlo di una crisi di nervi, si arrese nel 1942.

Fu invece nel 1959, all'età di settanta anni, che la Caisse diede inaspettatamente inizio alla fase più importante per questo rimedio d'erbe, che portò poi al Flor Essence.

Accettò di recarsi presso i laboratori del dottor Brusch (che abbiamo visto all'inizio intervistato alla radio) per la sperimentazione del rimedio presso uno dei più prestigiosi centri di ricerca statunitensi.

La prima paziente fu una donna di quarant'anni, Lena Burcell. I raggi X avevano evidenziato in lei un cancro polmonare in fase terminale. Dopo una prima cura con il decotto d'erbe, la respirazione cominciò a migliorare. I forti dolori che provava alle articolazioni diminuirono. Visse altri tre mesi. John Cronin, cancro avanzato al polmone destro diagnosticato mediante biopsia: gli furono necessari sette trattamenti settimanali con il decotto d'erbe perché il dolore al torace e la difficoltà di respirazione scomparissero. Poi Cronin fu in grado di salire senza sforzo varie rampe di scale e infine di riprendere l'hobby del nuoto. Russel MeCassey, che soffriva di un basalioma della guancia destra, diagnosticato tramite biopsia, fu sottoposto a quattro trattamenti con il decotto d'erbe. La lesione cambiò colore, da rossa divenne rosa pallido e si ridusse notevolmente. Il principale cratere ulceroso formato dal cancro stava scomparendo. Cinque settimane dopo, la lesione era completamente guarita. Rimase solo una piccola cicatrice dovuta alla biopsia. Wilbur Dymond, 58 anni, soffriva di cancro della prostata. Dopo appena due mesi di cure la massa dura scomparve eccetto in un piccolo nodulo. Il paziente riferì di non sentire più l'atroce dolore quando urinava.

Dopo tre mesi dall'inizio della sperimentazione, il dottor Brusch e il direttore delle ricerche del Brusch Medical Center, dottor McClure, erano rimasti profondamente colpiti. Nella loro prima relazione sul decotto della Caisse essi scrissero: "Clinicamente, su pazienti affetti da cancro, la terapia con il decotto allevia il dolore e provoca una riduzione della crescita della massa tumorale; i pazienti aumentano di peso e mostrano un miglioramento delle condizioni generali di salute. Tutto questo, dopo tre soli mesi di osservazione. E dopo le prove raccolte sui pazienti curati dalla Caisse venticinque anni prima, i medici del Brusch Medical Center ritengono che il rimedio di erbe è realmente efficace nella cura del cancro. I medici per ora non affermano che il decotto d'erbe di Rene Caisse sia una cura, ma riconoscono che non è tossico e da esso si può trarre vantaggio".

Il dottor Brusch, vinte le resistenze della Caisse, sperimentò il rimedio d'erbe anche su topi, non tanto per verificarne l'efficacia (ne aveva avuto già prove convincenti), quanto piuttosto al fine di perfezionare la formula aggiungendo, se necessario, nuove erbe, nella speranza di ottenere risultati ottimali. Attraverso delle intense sperimentazioni, sfociate con studi su esseri umani, i ricercatori scoprirono che, aggiungendo alla formula originale più erbe (dette "potenziatici"), la miscela diventava anche più efficace.

Nel 1984 il dottor Brusch volle dare fiducia al decotto d'erbe curando il proprio cancro esclusivamente con tale rimedio. Nel 1990 Brusch avrebbe scritto: "Ancora oggi sostengo questa terapia, che ha curato con efficacia il cancro che mi aveva originariamente colpito al colon. Nell'agosto 1989 non fu trovato più alcun segno di patologia neoplastica.

Ho assunto il rimedio d'erbe tutti i giorni a partire dal giorno della diagnosi e recenti referti medici confermano che godo di buona salute".
Dopo non molto tempo dall'inizio della sperimentazione i laboratori che fornivano i roditori per i test (Memorial Sloan-Kettering Institute) sospesero improvvisamente le consegne.
Qualcosa era accaduto. L'Ordine dei Medici Americani chiari al dottor Brusch che proibiva ai suoi iscritti di parlare ai pazienti di farmaci anticancro non riconosciuti. Invece di iniziare una nuova battaglia, la Caisse decise di tornare a casa. Riteneva di aver portato a termine ciò che si era proposta di fare: sperimentare il rimedio d'erbe alle condizioni che aveva sempre desiderato, ad opera di uno dei più prestigiosi luminari degli Stati Uniti. Aveva stima e fiducia in lui e sapeva che, non appena lo avesse ritenuto possibile, il dottor Brusch avrebbe cercato di introdurlo sul mercato a disposizione di tutti.

La terza ed ultima fase della vicenda Caisse portò, in effetti, al Flor Essence. Il dottor Brusch si decise a rinunciare all'idea di convincere l'establisliment medico a legittimare il decotto della Caisse. Non aveva funzionato fino ad allora e non avrebbe funzionato mai. La natura stessa della terapia, un innocuo infuso d'erbe, contrastava con il pensiero ortodosso: cioè con la convinzione che il corpo malato debba subire un intervento radicale sotto forma di veleno, di radiazioni e di chirurgia per ridurre o sconfiggere il male. Perché combattere una guerra che non può essere vinta? Perché non portare semplicemente il decotto della Caisse fuori dall'arena della medicina ufficiale? Come? Semplicemente vendendolo nei negozi di alimenti naturali per quello che effettivamente è, cioè un innocuo infuso d'erbe disintossicante, senza menzionare il suo potere anticancro. Il vecchio indiano non aveva chiamato il suo farmaco "bevanda benedetta che purifica il corpo"? Il dottor Brusch non aveva parlato delle straordinarie proprietà disintossicanti del decotto di Rene Caisse? I tè alle erbe non costituivano un pericolo per il mondo della medicina. Flor Essence, anche se ridotta ad una anonima miscela di erbe disintossicante, sarebbe rinata grazie ai risultati che poteva ottenere.

L'azione disintossicante rafforza gli emuntori e soprattutto il sistema immunitario, il che in parte è il motivo per il quale si ritiene che il decotto sia così efficace non solo nel controllo del cancro, ma contro un gran numero di altre malattie tra le quali: ipoglicemia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, artrite, sindrome da stanchezza cronica, ulcera, problemi di tiroide, emorroidi, prostata e problemi urinari, circolazione, diabete, patologie neoplastiche, disturbi del sonno, verruche, psoriasi, impotenza, morbo di Alzheimer, asma oltre a varie allergie.

Flor Essence è un infuso d'erbe che può essere assunto per la cura di qualunque malattia in virtù delle sue naturali proprietà disintossicanti che potenziano le capacità di guarigione del corpo stesso.

Verso la fine del 1992 la produzione delle erbe del decotto fu affidata a Flora, un'azienda già leader in prodotti naturali disintossicanti, che si innamorò del decotto della Caisse e che avrebbe raccolto e coltivato le erbe proprio come lei aveva fatto fino ad allora.

Finalmente il pubblico poteva ottenere il decotto anticancro degli indiani Ojibawa e ottenerlo subito, proprio come Rene Caisse aveva sempre desiderato accadesse.

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Fonte: http://www.lagoliardicapavese.it/florfar.htm
STUDIO FARMACOLOGICO DELLA TISANA FLOR*ESSENCE





Aspetti vecchi e nuovi della preparazione
Recentemente sono apparsi sul mercato una varietà di rimedi che si rifanno al decotto della Caisse e che, anche se hanno più o meno gli stessi componenti, si differenziano, oltre che per la proporzione tra le erbe, soprattutto perché alla tradizionale decozione viene sostituita una blanda infusione; altri addirittura compaiono sotto forma di compresse o capsule contenenti le varie erbe da polverizzare.

La formula sperimentata da Rene Caisse e dal dottor Brusch contiene otto piante, di alcune è utilizzata la corteccia o la radice, di altre le foglie. La proporzione ponderale del composto evidenzia la maggior parte legnosa rispetto alle foglie, ed è appunto dalle radici e dalla corteccia che devono essere estratti principi attivi anche in forma di mucillagini. Per ottenere questo bisogna sottoporre il composto ad una robusta decozione. Quest'analisi ci riporta alla tradizione degli "uomini di medicina" della tribù degli Ojibwa che preparavano il decotto secondo la logica degli ingredienti. La maergior parte delle ditte che producono questo tipo di decotto consigliano la preparazione mediante bollitura degli ingredienti per almeno 10 minuti.
Facendo ora un parallelo con la medicina ayurvedica, la "scienza della vita" dalla millenaria tradizione indiana, notiamo che anche in questo sistema sono praticate lunghe decozioni chiamate "quath" quando la parte legnosa, sia tronco che radici, è maggiore rispetto alle foglie o fiori. In questo caso i decotti sono spinti fino a raggiungere un quarto del liquido iniziale. Nel caso del decotto di Rene Caisse
abbiamo invece una riduzione del liquido del 30% circa; si deduce con ciò che il principio d'estrazione degli indiani Ojibwa mediante decozione è ulteriormente confermato anche da altre tradizioni erboristiche.

Da queste considerazioni, si può affermare che solo con la decozione si estraggono i principi attivi necessari e nella qualità ottimale per avere un prodotto che migliora le funzioni fisiologiche di soggetti che sono sottoposti a trattamento terapeutico per tumori o altre malattie degenerative.

Si potrebbe essere indotti a pensare inoltre, che quest'operazione comune a molte culture erboristiche tradizionali (nativi americani, ayurveda, cinesi, ecc.) sia il frutto della consapevolezza di poter apportare con la somministrazione di calore, in forma ben definita e controllata, delle trasformazioni. Tali trasformazioni non avverrebbero solo nella componente chimica e sull'attività farmacologica, ma probabilmente anche in quella di natura energetica che certamente il Flor Essence possiede, essendo l'azione da esso mostrata negli anni di sperimentazione molto maggiore di quella riscontrabile nelle singole piante in essa contenute. Quanto appena esposto potrebbe dare una spiegazione ai notevoli miglioramenti sia sul piano fisico generale sia su quello patologico delle persone che assumono il Flor Essence come supporto alle terapie antitumorali in atto.

Si può affermare ora che, vista la composizione e il modo in cui è preparato, il Flor Essenee sia il migliore in assoluto perché la decozione esalta le proprietà delle singole erbe e il loro sinergismo. L'spefienza ci dice inoltre che non basta presentare un nuovo tipo di prodotto affermando che il vecchio è superato, ma bisogna supportare queste affermazioni con ampie e documentate ricerche.


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L’azione disintossicante di Flor•Essence rafforza il sistema immunitario, per questo si ritiene che lo stesso si così efficace non solo contro il cancro, ma contro un gran numero di malattie tra le quali:


Ipoglicemia
Sclerosi multipla
Morbo di Parkinson
Artrite
Sindrome di stanchezza cronica
Ulcera
Problemi di tiroide
Emorroidi
Prostata e problemi urinari
Circolazione
Diabete
Patologie neoplastiche
Disturbi del sonno
Verruche
Psoriasi
Impotenza
Morbo di Alzheimer
Asma
oltre a varie allergie.


Non esistono prove cliniche a sostegno di quanto sopra ma nel libro “Il Rapporto di Cassie” vi figurano numerose testimonianze certificate.
Altri potenziali benefici sono:

Calma il corpo poiché è un sedativo naturale.
Riduce il dolore, e in molti casi gravi è in grado di eliminarlo completamente.
Arresta le emorragie e migliora le condizioni del sangue.
Previene e cura la stitichezza.
Ripristina le papille gustative.
Favorisce la digestione.
Cura l’insonnia.
Rafforza il sistema immunitario ( un grande beneficio mentre si è sottoposti a terapie anticancro).
Agisce da efficacissimo tonico preventivo.
Favorisce la scomparsa di bruciori intestinali dovuti a radioterapia
Previene la comparsa di effetti dannosi legati ad avvelenamento da alluminio, piombo e mercurio.
Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, specialmente quelli che circondano le articolazioni. Lenisce infiammazioni e rigidità, e forse per questo Flor•Essence agisce contro i sintomi dell’artrite.
Protegge dalle tossine che penetrano nel cervello.
Infonde una sensazione generale di benessere.
Riduce la massa nodulare.

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Nota:

Se il liquido rimanente dopo la bollitura é meno di un litro, usare una pentola più grande per compensare la perdita d’acqua dovuta all’evaporazione.


La tisana che avete preparato non contiene preservanti quindi soggetta a deterioramento.


Il colore e il sapore cambiano a seconda del raccolto e del luogo d’origine delle erbe.

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Dosaggi


Medicamento profilattico o tonico:


• Agitare bene FloroEssence liquida prima dell'uso.
• Misurare da 28 a 56 ml una volta al giorno.
• Diluire con una quantità uguale o doppia di acqua calda bollita. (Si consiglia di utilizzare acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
• Assumere a stomaco vuoto la mattina o la sera prima di coricarsi.


Forza extra (per malattia attiva):

• Misurare 56 ml una o due volte al giorno.
• Diluire con una quantità uguale o doppia di acqua calda bollita. (si consiglia di utilizzare acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
• Assumere a stomaco vuoto la sera prima di coricarsi e la mattina un'ora prima di colazione.


Forza massima:


• Misurare 56 ml tre volte al giorno. Diluire con una quantità uguale o doppia di acqua calda bollita. (Si consiglia di utilizzare
acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente. Ai primi miglioramenti stabili, ridurre l'assunzione a due volte al giorno.


Per ragazzi:

• Quantità massima giornaliera 42-56 ml.
• Diluire con una quantità uguale o doppia di acqua calda bollita. (Si consiglia di utilizzare acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente. Assumere a stomaco vuoto metà della quantità giornaliera la sera prima di coricarsi, e metà la mattina un'ora prima di colazione.
• Tenere fuori dalla portata dei ragazzi.


Per bambini:

• Quantità massima giornaliera 28 ml.
• Diluire con una quantità uguale o doppia di acqua calda bollita. (Si consiglia di utilizzare acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente. Assumere a stomaco vuoto metà della quantità giornaliera la sera prima di coricarsi e metà la mattina.
• Tenere fuori dalla portata dei bambini.


SORSEGGIARE IL TE IN TRE 0 QUATTRO MINUTI.

Flor*Essence compie un'azione di indubbia importanza nel circoscrivere le neoplasie all'interno del corpo, le distrugge e le elimina unitamente a veleni e tossine. Ma anche se il preparato fa bene, una quantità eccessiva può essere dannosa. Se si eccede il dosaggio raccomandato si può correre il rischio che si formi un blocco, poiché il materiale distrutto dovrebbe essere espulso dal corpo troppo rapidamente. Non sono noti casi in cui ciò si è verificato, ma occorre tenere presente questa possibilità teorica.

Fonti bibliografiche.

Gray RE, Fitch M, Greenberg M, Perspectives of cancer survivors interested in unconventional therapies. Journal of Psychosocial Oncology. 1997; 15:149-171

Yats P, Patients with terminal cancer who use alternative: their beliefs and practices. Sociology of Health abd Illness. 1993; 15: 199-217

National Research Council. Food Chemical codex. Food and Nutrition Board, Division of Biological Sciences, Assembly of Life Sciences. Washington D: National Academy Press; 1981

Flora Manufacturing and Ditributing files, Academy of Agricultural Sciences pof the Russian Federation Research & Manufacturing Association. Research & Development Institute of Medical & Aromatic Plants. Unpublished report, 1997

The University of Texas Houston Center for Alternative Medicine Research in Cancer. Essiac Summary. http:llwww.sph.uth.tmc.edu/www/utsph/utcam/agents/essiac/summ.httn

Richardson MA, Ramirez T, Nanney K, Singletary SE. Alternative/ complementary medicine: implications for patients-provider communication. Proceedings ofAmerican Society of Clinical Oncology. 1999; 18: 590A (abstr 2279


Fonti bibliografiche.

Gray RE, Fitch M, Greenberg M, Perspectives of cancer survivors interested in unconventional therapies. Journal of Psychosocial Oncology. 1997; 15:149-171

Yats P, Patients with terminal cancer who use alternative: their beliefs and practices. Sociology of Health abd Illness. 1993; 15: 199-217

National Research Council. Food Chemical codex. Food and Nutrition Board, Division of Biological Sciences, Assembly of Life Sciences. Washington D: National Academy Press; 1981

Flora Manufacturing and Ditributing files, Academy of Agricultural Sciences pof the Russian Federation Research & Manufacturing Association. Research & Development Institute of Medical & Aromatic Plants. Unpublished report, 1997

The University of Texas Houston Center for Alternative Medicine Research in Cancer. Essiac Summary. http:llwww.sph.uth.tmc.edu/www/utsph/utcam/agents/essiac/summ.httn

Richardson MA, Ramirez T, Nanney K, Singletary SE. Alternative/ complementary medicine: implications for patients-provider communication. Proceedings ofAmerican Society of Clinical Oncology. 1999; 18: 590A (abstr 2279


Altre informazioni:
http://www.cancertutor.com/Cancer/Essiac.html
http://www.newfoundationspubl.org/from6.htm
http://www.zea-mays.it/

venerdì 29 ottobre 2010

Il popolo dei bunga bunga


Ragazze minorenni sui viali delle città. Rumene, lituane, africane, italiane. A migliaia. Un popolo di stupratori seriali motorizzati le aspetta. Nessuno di loro chiede la carta di identità alle piccole donne. Solo il prezzo per le diverse modalità d'uso. Bambini di dieci/dodici anni in vendita in luoghi pubblici, davanti ai cimiteri, alle stazioni, in piazze di periferia. E ragazzine cinesi nei centri massaggi. Il depliant nel tergicristallo delle macchine parcheggiate con indirizzo, orari, immagini sorridenti con occhi a mandorla.
Il popolo dei bunga bunga non si commuove per la prostituzione di massa degli adolescenti nelle nostre città. C'è chi li usa, chi li ignora e chi si indigna per il pubblico decoro. La mamma con il passeggino tira dritto di fronte alla quindicenne truccata da troia mentre il marito prende nota del marciapiede su cui batte.
Berlusconi è un puttaniere? E' noto. Ha abusato dei suoi poteri? Lo fa da sempre. Ha fatto bunga bunga con Ruby? E' possibile. Centinaia di migliaia di italiani fanno sesso con minorenni? E' certo. Ottantamila abusano di bambini (BAMBINI!) nei viaggi di turismo sessuale (siamo tra i primi al mondo)? E' provato. E allora? Di che parliamo oggi? Ovviamente di Berlusconi, solo di Berlusconi, sempre di Berlusconi.
In un qualunque altro Stato occidentale sarebbe stato condannato per Mills, non avrebbe il monopolio televisivo, sarebbe stato fatto a pezzi dalla pubblica opinione per la sua frequentazione con dei mafiosi come Mangano o condannati in secondo grado come Dell'Utri. In nessuno Stato, neppure in Libia o in Russia, sarebbe potuto diventare presidente del Consiglio. Solo l'Italia poteva permettersi uno come lo psiconano. E' lo specchio di una parte del Paese che vorrebbe trombarsi le minorenni (e se le tromba), vorrebbe evadere il fisco (e lo evade), vorrebbe violare le leggi (e le viola).
I giornali ancora oggi, come ieri e anche domani, dedicano il titolo a Berlusconi e al sesso. Sono due anni che si fanno le seghe dai tempi di Papi, a villa Certosa, alla D'Addario e ora a Ruby. Morto un Berlusconi se ne farà un altro. Il popolo dei bunga bunga, invece, non muore mai.

BUNGA BUNGA !!LA BARZELLETTA O IL SIGNIFICATO ?

Il popolo della Rete vuole sapere esattamente cosa sia il bunga bunga. C’è chi indica un link, specializzato in slang, le forme dialettali della lingua inglese diventate di uso comune o quasi, in cui si spiega che bunga bunga sarebbe una sorta di orgia fatta da persone che imitano una tribù africana. E allora ecco la barzelletta, come la raccontò nientemeno che Noemi Letizia in una intervista al Corriere del Mezzogiorno nell’aprile 2009. Era una barzelletta che amava raccontare 'papi' come lei lo chiamava, cioè Silvio Berlusconi: Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o Bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘Bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima Bunga-bunga e poi morire".
EVVIVA L'ITALIA!!!!